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È noto che fin dall’inizio del 1400 esistevano nel sottosuolo di Ancona opere idrauliche, probabilmente realizzate in epoche più remote per l’approvvigionamento idrico della città. Nella prima metà del 1800 furono avviati progetti per potenziare e migliorare il servizio di distribuzione dell’acqua e venne recuperata parte dell’antico acquedotto di Santa Margherita, distrutto dagli eventi bellici del 1799, probabilmente collegato ai cunicoli di capostazione rinvenuti alle falde del Conero. Recenti indagini hanno permesso di rilevare e conoscere le reali dimensioni di questa imponente opera idraulica.